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i luoghi ed i porti


SIPONTO
reportage


Siponto era un importante porto della zona garganica fino a quando, per il crescente interramento delle strutture portuali e per i danni di un terremoto, non fu decisa la costruzione della cittadina di Manfredonia (attualmente Siponto è una frazione del citato comune pugliese). La natura rocciosa del nuovo sito fu giudicata più affidabile dagli incaricati di re Manfredi. Secondo alcune recenti ricerche l'antico porto di Siponto (insistente in una laguna) era ubicato, nei pressi di una sorgente, fra un canale e la vicina linea ferroviaria. La struttura portuale dell'antico centro era ancora prevista nelle regolamentazioni di Federico II e lo scalo sipontino era stato ovviamente utile anche per i normanni e i duchi longobardi di Benevento.

In base ad alcuni approfondimenti, dall’XI alla prima metà del XIII secolo, Siponto era comunque una città economicamente attiva, il cui porto era collegato a Venezia ed alle destinazioni orientali non solo per i traffici di cereali e di altre merci, ma anche per il transito di pellegrini (da qui passavano spesso i devoti che visitavano il santuario dell’Arcangelo Michele sul Gargano o che si imbarcavano per la Terrasanta). Nella laguna erano poi ubicate delle saline e con molta probabilità dal porto partiva parte del legname proveniente dalle foreste del Gargano (Nemus Garganicum). Una famiglia molto attiva (dal 1144 al 1221) nei commerci della zona era quella dei Benesmiro.

Essendo un centro di una certa rilevanza, Siponto fu sede vescovile fin dagli esordi del Cristianesimo in Italia. A testimonianza del suo passato sono rimaste due splendide strutture: la basilica di Santa Maria Maggiore (documentata dal 1117) e l'Abbazia di San Leonardo in Lama Volara (fondata nel XII secolo, per qualche tempo gestita dall'Ordine Teutonico). Di questa abbazia sono rimaste diverse carte pervenute con qualche fortuna presso gli Archivi di Napoli, ma ovviamente non tutto è documentato. Un'originale installazione del 2016 infine ha ricostruito la struttura della precedente chiesa paleocristiana (a suo tempo voluta da San Lorenzo Maiorano) i cui ruderi sono attigui alla basilica.

In questa pagina alcune foto di Giuseppe Fornara sono utili a documentare i luoghi.



BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE



esterni della basilica



altra visuale degli esterni



dettaglio di antica decorazione del luogo


l'installazione di Edoardo Tresoldi che ricostruisce in loco la chiesa paleocristiana


ABBAZIA DI SAN LEONARDO IN LAMA VOLARA


 
facciata della chiesa abbaziale, i resti del convento sono poco lontani. L'ospedale collegato fu utilizzato fino al 1809



dettaglio della decorazione marmorea


altro significativo dettaglio nella facciata della chiesa abbaziale



 

 

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